io non posso entrare

Ogni estate, prima del periodo vacanziero, in TV e sul web compaiono le campagne pubblicitarie contro l’abbandono degli animali.
Guardando con gli occhi dello spettatore, sembra che tutti siano d’accordo e che amino gli amici quadrupedi.
Tutto bello.
Eppure, chi vive ogni giorno con un cane al proprio fianco, sa che la vita non é assolutamente semplice, specialmente in Italia, che in fatto di accoglienza agli animali nei luoghi pubblici merita sicuramente la maglia nera in Europa.
Sono ancora moltissimi gli esercizi pubblici che all’ingresso riportano il famigerato cartello io non posso entrare.
Entrando in un bar, in un ristorante od in un centro commerciale si rischia di essere letteralmente AGGREDITI dai gestori, che vedono i cani come la peste.
Grave nota di demerito va alla catena AutoGrill (da noi frequentata quasi quotidianamente) i cui addetti spesso si permettono di “bacchettarci” per la presenza del nostro amico canino.  Probabilmente reputano moralmente più dignitoso che il cane stia ad aspettare in macchina, chiuso in un veicolo che d’estate raggiunge in pochi minuti i 50° C al suo interno.
Daltronde all’ingresso c’é il cartello “io non posso entrare”…
Già! Peccato però che quel cartello non sempre sia proprio a norma di legge.
A proposito… ma cosa dice la legge?
Può un pubblico esercizio vietare l’ingresso agli animali?
Basta appendere un cartello all’ingresso ed abbiamo risolto il problema?
Secondo l’ANCI (Associazione Comuni Italiani) NO!
“Vietare l’ingresso ai cani nei locali pubblici e quindi negli esercizi commerciali è illegale.” Infatti il D.P.R. 320/54 Regolamento della polizia veterinaria ammette l’accesso ai cani nei locali pubblici e mezzi di trasporto purché al guinzaglio. Nessun commerciante può vietare l’ingresso ai cani. Se un cittadino si trovasse nella condizione di essere invitato ad uscire da un locale perché in compagnia del proprio 4 zampe può segnalarlo ai vigili urbani i quali si preoccuperanno di far rispettare la legge. Via libera dunque ai cani nei negozi e per gli esercenti che insistono a mettere alla porta i clienti con cane al seguito l’eventualità di una denuncia per mancato rispetto delle disposizioni di legge”

Purtroppo poi vi é una serie di leggi, leggine e disposizioni a carattere regionale che, come consuetudine in Italia, rendono il tutto un vero caos incomprensibile, permettendo quindi a chiunque di approfittarne.

All’estero la situazione é abbastanza diversa.
In Svizzera, paese che ben conosco, i cani sono accettati ovunque.
é piacevole vedere che tante persone si recano ogni giorno in negozi, bar e ristoranti insieme ai propri animali.

Ogni volta che siamo trattati in malomodo a causa della presenza del nostro jackrussel, mi sorge una domanda:  Ma perché i cani sono così mal visti da tanti esercenti?
Forse trasmettono misteriose malattie di cui non sono a conoscenza?
Forse questi “simpatici” gestori pensano che i cani una volta entrati nel loro Bar inizino a spargere urina e feci?
O forse si tratta solo di stupidi pregiudizi radicati nella nostra cultura?

Vorrei solo permettermi di ricordare ai gestori di locali pubblici che:

  • Un cane non é un oggetto che può essere depositato dove si vuole, ma un membro della famiglia.
  • I cani non sono maleducati e scortesi, mentre invece i clienti “umani” spesso lo sono.
  • Gli animali non trasmettono misteriose malattie tropicali, e spesso sono più puliti di molte persone.
  • Se il mio cane non é il benvenuto, io non posso e non voglio entrare nel vostro locale.
  • Non inventatevi stupidi pretesti igienici.  Quando l’ASL viene a farvi una visita, controlla che in cucina non facciate porcherie, e non che in sala non ci siano cani!

Vi prego, rispondete a questo mio perenne dilemma: Perché i cani vi danno così fastidio?
Qualche vostro cliente si é mai REALMENTE lamentato della presenza di un cane in sala da pranzo?

Tiziano

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